Il Governo ha messo sul tavolo 70 milioni per chi ha pagato il gasolio a caro prezzo. La vera domanda è un’altra: chi li incasserà davvero?
Il 22 ottobre il Ministero dell’agricoltura ha annunciato un pacchetto da 70 milioni di euro contro il caro carburanti. Sessanta vanno all’agricoltura, dieci alla pesca. Titolo da prima pagina, e giusto così. Ma chi lavora in vigna o in campagna sa come va a finire di solito: le risorse ci sono, e a prenderle sono quelli che arrivano pronti.
Quanto, per chi, per cosa
Il contributo è a fondo perduto. Per le imprese agricole è pari al 20% della spesa sostenuta per acquistare carburante tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, con un tetto di 45 centesimi al litro. Per la pesca la quota è del 10% sulla spesa dello stesso periodo. Le risorse agricole passano da AGEA, che gestirà il regime di aiuto.
Il Ministro Lollobrigida ha parlato di circa 121 milioni di litri di carburante coperti dalla misura. E ha ricordato che questo pacchetto si somma ai 100 milioni già stanziati in precedenza, che hanno raggiunto oltre 138.000 imprenditori agricoli. Per la pesca, ai 10 milioni già erogati a oltre 1.635 aziende se ne aggiungono altri 10. Alcune Regioni hanno inoltre integrato con fondi propri.
Il punto che nessuno sottolinea: i tempi
Qui sta la tensione. Secondo il comunicato, modalità e termini per presentare la documentazione verranno definiti entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, e i pagamenti dovrebbero arrivare nei trenta giorni successivi. Tradotto: la finestra si apre in fretta e, quando si apre, si lavora con le fatture alla mano, non con i ricordi.
Chi ha tenuto in ordine le fatture di gasolio da giugno a metà ottobre parte avanti. Chi le ha sparse tra trattoristi, conto terzi, cooperative e cassetti, parte con un handicap. Attenzione: noi qui raccontiamo quanto dichiarato dal Ministero. I requisiti puntuali e la documentazione richiesta li fisserà il decreto attuativo, e a quello conviene guardare prima di spendere un’ora in più su qualsiasi calcolo.
E la cantina cosa c’entra?
C’entra, eccome. Una cantina che coltiva i propri vigneti è un’impresa agricola: macchine in vigneto, trattamenti, vendemmia, trasporti interni. Il gasolio è una voce di costo reale, che nel 2026 ha pesato. Se la vostra azienda rientra tra i beneficiari, quel 20% è denaro che non va lasciato lì.
Ma c’è un secondo livello, più interessante. Questa misura dimostra una cosa che noi di Al.Si. ripetiamo da anni alle aziende con cui lavoriamo: la finanza agevolata a fondo perduto non è un’eccezione fortunata, è un meccanismo ricorrente. Nel nostro lavoro quotidiano cerchiamo i fondi giusti per ogni azienda, e in genere possono coprire dal 50% all’80% dell’investimento, abbattendo in modo concreto quello che la cantina mette di tasca propria. Parliamo di bandi per l’export, per la digitalizzazione, per la promozione sui mercati esteri. Non è una garanzia, naturalmente: dipende dal bando, dal profilo dell’azienda, dalla domanda fatta bene.
Tre mosse da fare adesso
La prima è mettere insieme subito le fatture del carburante agricolo dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, divise per mese e per mezzo. La seconda è controllare di essere in regola con fascicolo aziendale e registrazioni, perché è lì che di solito si inceppa tutto. La terza è seguire la pubblicazione del decreto e delle istruzioni di AGEA: cinque giorni passano in fretta.
Se invece volete capire quali altri contributi a fondo perduto possono finanziare il vostro prossimo investimento, dall’export alla presenza digitale, scriveteci. Al.Si. è un solo interlocutore: cerchiamo i fondi, costruiamo la domanda e vi affianchiamo sui mercati esteri.
Contattaci su alsisrl.com e raccontaci la tua azienda: ti diciamo, senza giri di parole, quali bandi hanno senso per te.
Fonte: comunicato stampa MASAF, 22 ottobre 2026, “Carburanti, Lollobrigida: 70 milioni complessivi a sostegno di agricoltura e pesca”.





